Sostenibilità, innovazione e creazione di valore. Pubblicato il n.2/2026 della rivista AIFIn - Marketing e Finanza - FinancialInnovation.it
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Sostenibilità, innovazione e creazione di valore. Pubblicato il n.2/2026 della rivista AIFIn - Marketing e Finanza


È uscito il numero 2/2026 della rivista AIFIn di strategia, innovazione e marketing del settore bancario, assicurativo e finanziario.  Il numero ha come focus il tema “Sostenibilità, innovazione e creazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie".

È uscito il numero 2/2026 della rivista AIFIn di strategia, innovazione e marketing del settore bancario, assicurativo e finanziario.  Il numero ha come focus il tema “Sostenibilità, innovazione e creazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie".  Qui di seguito l'introduzione e le sintesi dei contributi raccolti nel numero.

Sergio Spaccavento, Presidente - AIFIn ha scritto l'introduzione al numero: "Il secondo numero del 2026 della Rivista AIFIn approfondisce il rapporto tra sostenibilità, innovazione e creazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie, analizzando come queste tre dimensioni si influenzino e si rafforzino reciprocamente.  La sostenibilità nel settore bancario, assicurativo e finanziario è al centro di una profonda evoluzione. Da tema inizialmente associato alla responsabilità sociale, alla reputazione e, successivamente, alla conformità normativa, la sostenibilità sta diventando una leva di competitività e di trasformazione strategica. In questo quadro, la sostenibilità deve necessariamente integrarsi nelle scelte di business e nelle attività fondamentali delle Istituzioni Finanziarie: allocazione del capitale, valutazione e gestione dei rischi, protezione assicurativa, investimenti, relazione con la clientela e sostegno allo sviluppo economico.
La sua effettiva rilevanza strategica, tuttavia, dipende dalla capacità di tradurre i principi di sostenibilità in scelte coerenti con il modello di business e con i processi di creazione di valore di ciascuna Istituzione Finanziaria.
Occorre dunque ampliare il concetto tradizionale di “creazione di valore” adottando una prospettiva di “valore condiviso e sostenibile” nella quale i risultati economici delle Istituzioni Finanziarie si coniugano con i benefici generati per clienti, investitori, imprese, comunità e sistema economico. Il valore è “condiviso” quando nasce da strategie e iniziative capaci di produrre benefici reciproci per l’Istituzione Finanziaria e i suoi stakeholder, anziché limitarsi alla redistribuzione dei risultati economici. Il valore è “sostenibile” quando contribuisce a rafforzare nel tempo la solidità dell’Istituzione Finanziaria e la resilienza dell’ecosistema in cui opera.
Questa impostazione ridefinisce di conseguenza il ruolo delle Istituzioni Finanziarie chiamate a operare come “partner della transizione” e ad accompagnare clienti, imprese e investitori nei processi di cambiamento verso modelli più sostenibili. Ciò richiede di affiancare ai tradizionali processi di selezione e gestione del rischio un approccio orientato all’accompagnamento nella transizione: non soltanto decidere quali clienti finanziare, quali rischi assicurare o in quali imprese investire, ma anche contribuire a rafforzare la capacità di clienti e imprese di affrontare il cambiamento.
La sostenibilità si configura così come una leva di innovazione e trasformazione per le Istituzioni Finanziarie. I cambiamenti climatici, demografici, sociali, geopolitici e tecnologici producono nuovi rischi e nuovi bisogni, generando ulteriori fabbisogni di investimento, protezione, consulenza, risparmio e gestione del rischio. Per rispondere a queste esigenze, le Istituzioni Finanziarie devono innovare la propria value proposition e i modelli operativi. Il rapporto tra sostenibilità e innovazione è quindi bidirezionale: la sostenibilità orienta l’innovazione verso obiettivi di lungo periodo; l’innovazione, a sua volta, fornisce strumenti, processi, competenze e modelli organizzativi per raggiungerli. Questa prospettiva richiede di applicare criteri di sostenibilità anche all’innovazione tecnologica, uno dei principali fattori abilitanti della trasformazione del settore bancario, assicurativo e finanziario. L’innovazione tecnologica può essere considerata sostenibile quando viene valutata non soltanto per la capacità di aumentare efficienza e automazione, ma per il contributo complessivo alla creazione di valore nel lungo periodo. Ciò richiede una valutazione integrata dei relativi benefici e rischi, impatti ambientali e sociali ed effetti sulle relazioni con i clienti e gli stakeholder. L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta oggi un caso emblematico: il suo potenziale trasformativo offre opportunità significative, ma introduce anche nuovi rischi da presidiare.
In questo contesto, l’engagement e l’ascolto degli stakeholder assumono un ruolo fondamentale come driver strategici dell’innovazione sostenibile. Il dialogo con clienti, investitori, imprese, dipendenti, comunità e altri portatori di interesse consente di comprendere l’evoluzione delle loro aspettative, anticipare bisogni e rischi emergenti e individuare nuove opportunità di innovazione. Quando diventa sistematico e profondo, l’ascolto si traduce in “stakeholder intelligence”: la capacità di trasformare le informazioni raccolte in indicazioni utili alle decisioni strategiche. Il passaggio successivo è la co-creazione di valore, nella quale gli stakeholder contribuiscono direttamente allo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili.
Questa evoluzione dell’approccio alla sostenibilità nelle Istituzioni Finanziarie pone importanti sfide manageriali, soprattutto legate alla capacità di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in scelte strategiche coerenti e risultati concreti e misurabili.
Una prima sfida riguarda la capacità di trasformare la sostenibilità in una leva effettiva di innovazione e trasformazione, definendo priorità coerenti con il modello di business e traducendole in scelte concrete di investimento, sviluppo e allocazione delle risorse. Ciò richiede di valutare congiuntamente opportunità di crescita, rischi emergenti e possibili tensioni tra risultati di breve periodo e obiettivi di lungo termine.
La seconda sfida è organizzativa e riguarda la capacità di rendere operative le priorità strategiche. L’effettiva integrazione strategica della sostenibilità non dipende soltanto dalla presenza di una funzione dedicata, ma dal sostegno del vertice aziendale, dalla chiarezza del mandato e delle responsabilità e dalla capacità di orientare le decisioni nelle diverse aree di business. 
Una terza sfida riguarda la misurazione del valore generato. Non basta verificare il grado di integrazione dei fattori ESG: occorre valutarne il contributo alla creazione di valore per l’Istituzione Finanziaria e i suoi stakeholder attraverso indicatori di risultato e di impatto coerenti con il modello di business.
L’innovazione finanziaria sostenibile rappresenta per AIFIn una prospettiva strategica attraverso cui interpretare l’evoluzione del settore bancario, assicurativo e finanziario e ripensare le modalità di creazione di valore delle istituzioni finanziarie. Non si tratta soltanto di integrare principi e obiettivi di sostenibilità nell’innovazione di prodotti e servizi, ma di sviluppare una più ampia capacità di innovare e trasformare i modelli di business, che AIFIn ha già definito come “Finnovability”. In questa prospettiva, l’integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale e nei processi di innovazione e trasformazione costituisce, per AIFIn, una delle caratteristiche imprescindibili delle Istituzioni Finanziarie Innovative. È proprio nella capacità di coniugare performance economiche, trasformazione e benefici duraturi per gli stakeholder che AIFIn individua il significato più evoluto dell’innovazione finanziaria sostenibile: innovare per creare valore condiviso e sostenibile nel lungo periodo."

“Sostenibilità e innovazione come nuove leve di creazione di valore nel banking” è il titolo del contributo di Elena Flor - Head of ESG Steering e Laura Maida - Head of ESG Steering di Intesa Sanpaolo. L’articolo analizza come la sostenibilità stia evolvendo da ambito prevalentemente regolamentare e reputazionale a leva strategica per la competitività delle istituzioni finanziarie. Attraverso il caso Intesa Sanpaolo, approfondisce il ruolo della governance ESG, del sustainable lending e dell’innovazione nel supportare la transizione dei clienti. Ne emerge un modello in cui sostenibilità e crescita del business tendono progressivamente a convergere.

“Come ESG, innovazione e engagement stanno ridisegnando il futuro dell’economia e la creazione di valore sostenibile” è il titolo del contributo di Giovanna Zacchi - Head of ESG Strategy di BPER Banca. In uno scenario segnato da cambiamento climatico, tensioni geopolitiche e accelerazione tecnologica, sostenibilità e innovazione diventano leve strategiche per gestire i rischi e generare nuove opportunità. BPER interpreta questa trasformazione integrando i fattori ESG nel proprio modello di business e accompagnando imprese e territori nei percorsi di transizione. Tecnologia, finanza sostenibile e stakeholder engagement concorrono così a rafforzare resilienza e competitività e a creare valore condiviso nel lungo periodo.

“Dalla strategia alle azioni di sostenibilità: lo stakeholder engagement e lo sviluppo di buone pratiche ESG” è il titolo del contributo di Roberta Famà - Chief ESG, Brand e Rapporti Istituzionali di Gruppo Cassa Centrale. L’articolo analizza come Cassa Centrale traduca i principi della cooperazione e della territorialità in una strategia di sostenibilità integrata con il modello di Gruppo. L’attenzione si concentra sul ruolo dello stakeholder engagement nel cogliere i bisogni delle comunità e trasformarli in iniziative concrete. Particolare rilievo è attribuito alla circolazione delle “Buone Pratiche”, attraverso cui esperienze locali possono diventare patrimonio condiviso e replicabile. L’obiettivo è mostrare come prossimità, autonomia locale e capacità di coordinamento possano concorrere alla creazione di valore duraturo per Soci, clienti, comunità e territori.

“Prevenzione, protezione e prossimità: le 3P al servizio della sostenibilità assicurativa” è il titolo del contributo di Carla Bellavia - Direttrice Risorse Umane Comunicazione e Sostenibilità, Groupama Assicurazioni. Il ruolo sociale dell’assicurazione è sempre più evidente con la crescente esposizione del nostro Paese a eventi estremi e invecchiamento, a fronte di bassi livelli di copertura assicurativa. In questo contesto prevenzione, protezione e prossimità sono le leve intorno alle quali Groupama Assicurazioni costruisce il proprio approccio alla sostenibilità, che si realizza attraverso un programma trasversale (CARE) che integra tutela ambientale, inclusione sociale e vicinanza territoriale, con impegni concreti per la decarbonizzazione, welfare interno e educazione assicurativa.

“La sostenibilità da compliance a leva strategica. Le implicazioni per l'Asset Management” è il titolo del contributo di Francesco Rizzuto - Responsabile del Servizio Investment Principles di Anima SGR. L'industria dell'Asset Management si trova oggi in una fase di maturazione della finanza sostenibile, con diverse sfide aperte ma con nuove opportunità manageriali per utilizzare i temi ESG come leva strategica per guidare le decisioni di investimento, favorire la trasformazione dell'economia reale e generare valore condiviso. A partire dall’esperienza di Anima, l’articolo approfondisce come questi cambiamenti stiano ridefinendo il ruolo delle SGR e la loro proposta di valore.

 

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