Sostenibilità e innovazione come nuove leve di creazione di valore nel banking
Intervista a: Elena Flor e Laura Maida, Head of ESG Steering - Intesa Sanpaolo
Avete recentemente scritto un articolo per la rivista AIFIn. La sostenibilità ha assunto un ruolo sempre più strategico nel settore bancario. Quali cambiamenti stanno determinando questa evoluzione e quali opportunità si aprono per le banche?
Negli anni il ruolo della sostenibilità si è profondamente trasformato. Dopo una prima fase legata alla responsabilità sociale d’impresa e alla rendicontazione volontaria, l’affermarsi del paradigma ESG e l’evoluzione normativa hanno portato i temi ambientali, sociali e di governance nelle scelte strategiche e nei processi mantenendo l’attenzione alla gestione dei rischi. Oggi, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici elevati e rischi climatici, la sostenibilità è sempre più una leva strategica per rafforzare la resilienza e la competitività dell’economia, come emerge dal Rapporto Draghi e dal successivo Clean Industrial Deal Europeo. Per il sistema bancario questo significa assumere un ruolo attivo nell’orientare gli investimenti verso la transizione, sostenendo anche le esigenze delle imprese e delle famiglie. L’evoluzione più interessante riguarda proprio la convergenza tra obiettivi ESG e sviluppo del business: già da tempo le istituzioni finanziarie stanno agendo ampliando la propria offerta di prodotti e servizi ESG e integrando i fattori di sostenibilità nei processi di credito, per accompagnare i clienti e cogliere nuove opportunità di valore a lungo termine. È in questa prospettiva che si collocano le scelte del Piano di Impresa 2026–2029 di Intesa Sanpaolo.
L’integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali richiede anche un’evoluzione della governance. Qual è l’approccio adottato da Intesa Sanpaolo e quale ruolo svolge il dialogo con gli stakeholder?
Intesa Sanpaolo è consapevole che per essere efficaci le considerazioni ESG debbano essere integrate nei principali processi decisionali, a tutti i livelli organizzativi. Per questo, la governance della sostenibilità è affidata ai principali organi di governo del Gruppo, a partire dal Consiglio di Amministrazione, con il supporto degli organi competenti, e si traduce in responsabilità diffuse nel Gruppo. L’Area di Governo Chief Sustainability Officer, creata nel 2024, indirizza le strategie di sviluppo sostenibile. Già dal 2020 è inoltre attiva la Cabina di Regia ESG, che supporta il Comitato di Direzione e si avvale di tavoli di coordinamento su temi specifici e del supporto di Sustainability Manager presenti nelle diverse Aree di Governo e Divisioni, con il compito di integrare obiettivi e iniziative ESG nei processi aziendali. È significativo anche il collegamento con i sistemi di incentivazione: obiettivi ESG misurabili interessano la remunerazione variabile del Consigliere Delegato e di oltre 3.000 manager. Governance significa anche sviluppare competenze e mantenere un dialogo strutturato con gli stakeholder, per comprenderne le aspettative e i bisogni. Le attività di ascolto alimentano l’analisi di doppia materialità, che considera gli impatti delle attività del Gruppo sulle persone, sull’ambiente e sull’economia, e aiutano a individuare i temi rilevanti per l’indirizzo delle iniziative di sostenibilità, anche a supporto del business. L’elemento distintivo è il legame tra responsabilità decisionali, cultura aziendale e conoscenza delle aspettative esterne: è così che un impegno dichiarato può orientare concretamente le scelte della banca.
Il nuovo Piano di Impresa 2026–2029 pone particolare attenzione al sustainable lending. Come si traduce questo impegno nel supporto alla transizione dei clienti e quale contributo può offrire l’innovazione?
Il nuovo Piano di Impresa 2026–2029 prevede che circa il 30% del nuovo credito a medio-lungo termine sia destinato al sustainable lending, con obiettivi di 25 miliardi di euro di social lending e 87 miliardi a sostegno della transizione sostenibile nel quadriennio. E’ importante ricordare che finanziare è necessario, non sufficiente. Le imprese, anche in funzione della loro dimensione, hanno livelli diversi di preparazione e bisogni diversi. Per questo l’approccio di Intesa Sanpaolo si articola su tre pilastri. Il primo è la finanza, con strumenti come sustainability-linked loan, mutui green, green loan e project finance, oltre alle soluzioni per l’economia circolare. Il secondo è la consapevolezza: consulenza, formazione e strumenti di analisi ESG aiutano le aziende a comprendere rischi, priorità e opportunità. Attraverso servizi di advisory la banca accompagna le imprese clienti nella scelta del percorso di sostenibilità più adatto al proprio business e, attraverso lo score ESG assegnato e il relativo Posititioning Report, la banca consente alle aziende clienti di confrontare le proprie performance con quelle di altre imprese. Il terzo pilastro è l’innovazione: il sostegno alle startup, i programmi di accelerazione e le attività dell’Innovation Center puntano a favorire la diffusione di nuove tecnologie e dei modelli circolari. Alla base vi è un approccio sistemico, che richiede collaborazione tra imprese, istituzioni e capitali pubblici e privati. L’obiettivo non è solo finanziare progetti sostenibili, ma rendere la transizione un percorso concreto di crescita per i clienti e le comunità.
Copyright © 2026 - Tutti i diritti riservati
