Come ESG, innovazione e engagement stanno ridisegnando il futuro dell’economia e la creazione di valore sostenibile
Intervista a: Giovanna Zacchi, Head of ESG Strategy – BPER Banca
Ha scritto un articolo per la Rivista AIFIn. In uno scenario caratterizzato da molteplici crisi e nuovi fattori di rischio, perché la sostenibilità sta diventando una leva strategica di competitività e creazione di valore per le banche?
Viviamo in una fase di “policrisi” globale: fenomeni climatici, tensioni geopolitiche, instabilità energetica, cambiamenti demografici e accelerazione tecnologica si intrecciano, producendo conseguenze sull’economia e sul sistema finanziario. Eventi estremi e temperature elevate incidono già su produttività, costi e inflazione; allo stesso tempo, i rischi ESG riguardano sempre più direttamente la qualità del credito e la solidità delle imprese. Anche le indicazioni dell’EBA spingono le banche a considerarli nelle strategie, nei controlli e nei processi creditizi, superando un’impostazione limitata alla conformità normativa. Ma questa trasformazione non presenta soltanto minacce. La sicurezza energetica non è separata dalla sostenibilità, ma oggi è una condizione essenziale per la competitività di molte imprese. Transizione energetica, adattamento climatico, efficienza delle risorse ed economia circolare generano nuovi fabbisogni di investimento e aprono spazi per prodotti, servizi e modelli di relazione innovativi. La banca può quindi contribuire non solo a finanziare singoli interventi, ma ad accompagnare le imprese nel cambiamento, aiutandole a rafforzare la propria resilienza. È il legame tra competitività della clientela e qualità prospettica degli attivi a rendere la sostenibilità un tema di business: comprendere i rischi emergenti e sostenere percorsi credibili di transizione significa creare le condizioni per un valore più duraturo, per la banca e per l’economia reale.
La transizione sostenibile è sempre più legata all’innovazione tecnologica. Quali opportunità offrono i dati ESG e l’intelligenza artificiale e quali criticità devono affrontare le banche?
Uno degli ostacoli maggiori è la disponibilità di informazioni ESG affidabili e confrontabili sulle imprese. Per BPER la questione è particolarmente rilevante: oltre il 95% della clientela corporate è costituito da PMI, in larga parte non soggette agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità. Mentre crescono le esigenze informative delle banche, il restringimento del perimetro della CSRD rende ancora più evidente questo divario. Resta aperta la questione di come misurare in modo omogeneo il livello di transizione delle aziende, in assenza oggi di dati completi. Diventa quindi necessario integrare i dati disponibili con fonti esterne, stime e strumenti analitici, senza perdere di vista qualità e trasparenza delle valutazioni. In questo scenario si inserisce la Twin Transition, cioè la convergenza tra transizione ecologica e digitale. Le tecnologie digitali, e in particolare l’intelligenza artificiale, possono aiutare le imprese a ottimizzare i consumi energetici, ridurre gli sprechi, prevedere eventi climatici e monitorare i risultati dei propri percorsi di sostenibilità. Per il settore finanziario, l’AI può inoltre contribuire a elaborare modelli predittivi e a stimare informazioni ESG mancanti. È però una relazione da governare con attenzione: la crescente domanda di potenza di calcolo comporta consumi energetici e fabbisogni idrici dei data center. L’innovazione può accelerare la transizione, ma deve confrontarsi anche con la sostenibilità delle proprie infrastrutture.
Come si traduce concretamente l’integrazione tra sostenibilità, innovazione e stakeholder engagement nel modello di BPER? Quale ruolo assume il Sustainable Financial Lab?
Il nuovo servizio Sustainable Financial Lab nasce proprio per affiancare le imprese nei percorsi di transizione combinando supporto specialistico ESG e strumenti finanziari dedicati. L’iniziativa, avviata da BPER con un partner che supporta la clientela dal punto di vista consulenziale, prevede un percorso digitalizzato per selezionare indicatori di performance, definire obiettivi coerenti con i progetti aziendali e monitorare i progressi. La verifica indipendente dei risultati è anch'essa affidata al partner, mentre la banca mette a disposizione le soluzioni di finanziamento. Il punto qualificante è l’unione tra misurazione, consulenza e accesso al credito, in una logica che guarda alla solidità futura delle imprese e delle filiere. Questa impostazione si inserisce nel Piano strategico BPER Full Value, che rafforza anche il ruolo della sostenibilità per BPER. Altrettanto importante è il coinvolgimento sistematico degli stakeholder. Per BPER, banca radicata nei territori, il confronto con clienti, dipendenti, investitori, istituzioni e comunità permette di intercettare esigenze differenti, anticipare rischi e orientare l’offerta verso bisogni reali. Il percorso annuale di ascolto degli stakeholder, sostenuto da specifiche policy, rende questo dialogo parte della governance. Ne emerge un’idea di creazione di valore che non coincide con la sola redditività: la banca rafforza la propria competitività quando contribuisce anche alla resilienza delle imprese e dei territori, trasformando insieme ai propri interlocutori le sfide della transizione in opportunità.
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