Creazione di valore e innovazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie. Pubblicato il n.1/2026 della rivista AIFIn - Marketing e Finanza
È uscito il numero 1/2026 della rivista AIFIn di strategia, innovazione e marketing del settore bancario, assicurativo e finanziario. Il numero ha come focus il tema “Creazione di valore e innovazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie" e raccoglie la prospettiva dei CFO e delle funzioni di pianificazione strategica.
È uscito il numero 1/2026 della rivista AIFIn di strategia, innovazione e marketing del settore bancario, assicurativo e finanziario. Il numero ha come focus: “Creazione di valore e innovazione di valore nelle Istituzioni Finanziarie". Il primo numero raccoglie la prospettiva dei CFO e delle funzioni di pianificazione strategica. Qui di seguito l'introduzione e le sintesi dei contributi raccolti nel numero.
Sergio Spaccavento, Presidente AIFIn ha scritto l'introduzione al numero: "Il piano editoriale 2026 della rivista AIFIn sarà dedicato al tema della creazione di valore e dell’innovazione orientata al valore nelle istituzioni finanziarie. Si tratta di un tema di particolare rilevanza per AIFIn, che, in qualità di Think Tank indipendente sull’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario, promuove il concetto di “Istituzione Finanziaria Innovativa” quale indicatore anticipatore della capacità delle istituzioni finanziarie di trasformarsi, rafforzare la propria competitività, accrescere la resilienza dei modelli di business e generare valore sostenibile nel lungo periodo. L’approccio adottato sarà, come sempre, multidisciplinare. I contributi raccolti nei quattro numeri della rivista costituiranno la base per lo sviluppo del Manifesto annuale AIFIn. In questo percorso, il primo numero assumerà come punto di osservazione la prospettiva dei CFO e delle funzioni di pianificazione strategica.
La considerazione di partenza è la profonda evoluzione del concetto di creazione di valore nelle istituzioni finanziarie. Si sta progressivamente passando da una visione prevalentemente economico-finanziaria a una prospettiva multidimensionale, sostenibile e trasformativa. Indicatori quali ROE, EVA e altre misure di performance economiche, finanziarie e patrimoniali restano rilevanti e necessari, ma non sono più sufficienti a descrivere pienamente la complessità del valore creato dalle istituzioni finanziarie, nonché la loro capacità di generare, catturare e distribuire valore in modo sostenibile, secondo modalità coerenti con i diversi modelli di business, con la specifica missione e con il ruolo svolto all’interno del sistema finanziario ed economico. Una prima sfida sarà pertanto quella di arrivare a una definizione evoluta di “creazione di valore” per le istituzioni finanziarie, e di comprendere come l’innovazione contribuisca alla sua generazione. In questa prospettiva, le metriche di valutazione devono misurare non solo i risultati economici conseguiti nel breve periodo, che possono anche essere influenzati da condizioni cicliche, eventi straordinari o iniziative tattiche, ma anche le capacità che consentono di generare un valore sostenibile nel futuro. Di qui l’importanza della capacità di indirizzare strategicamente la creazione di valore, intesa come capacità del management di avere una chiara visione e strategia, definire le traiettorie verso obiettivi di lungo periodo, allocare le risorse in modo coerente e selettivo e dare esecuzione al piano con disciplina. In un contesto caratterizzato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, la capacità di generare valore diventa, quindi, inseparabile dalla capacità di pianificare, simulare scenari, anticipare i rischi e cogliere le opportunità, prendere decisioni strategiche orientate al futuro.
In questo quadro, l’innovazione assume un ruolo fondamentale come leva trasformativa. L’innovazione di valore può quindi essere definita come l’insieme delle iniziative che migliorano in modo misurabile la capacità dell’istituzione finanziaria di generare redditività nel lungo periodo, rafforzando al tempo stesso la resilienza, la qualità del servizio, l’efficienza operativa, la relazione con gli stakeholder, l’adattabilità alla rapida e continua evoluzione del contesto e del mercato, e la sostenibilità complessiva del modello di business. In questa prospettiva, la capacità di creare valore nel lungo periodo è strettamente legata alle capacità strategiche, organizzative e di governance dell’innovazione. Il commitment del management nei confronti dell’innovazione rappresenta un primo e fondamentale indicatore della maturità della capacità di gestione dell’innovazione stessa dell’istituzione finanziaria, a partire dal significato aziendale attribuito al termine innovazione e alla definizione della strategia di innovazione, fino alla sua traduzione in priorità, risorse, metriche ed execution.
Nel settore bancario, assicurativo e finanziario, l’innovazione è spesso ricondotta prevalentemente all’adozione e all’applicazione della tecnologia. La tecnologia è sicuramente un potente abilitatore dell’innovazione; tuttavia, la mera spesa IT non rappresenta di per sé innovazione, né costituisce una garanzia di creazione di valore. Di qui l’importanza di identificare i driver dell’innovazione tecnologica, valutarne gli effetti e comprendere come essa possa tradursi in creazione di valore. Questo tema assume oggi un’importanza ancora maggiore con la diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’automazione, che impongono di ripensare i processi di creazione di valore e di ridefinire, in modo responsabile, il ruolo e il contributo della collaborazione “uomo-macchina” nelle diverse fasi della value chain delle istituzioni finanziarie.
La creazione di valore, inoltre, passa anche dalla capacità di trasformare gli investimenti in vantaggi competitivi durevoli. Le istituzioni finanziarie creano valore quando utilizzano la redditività attuale per creare e rafforzare le condizioni che garantiranno la redditività futura. La creazione di valore non dipende soltanto dalla quantità di risorse disponibili, ma anche dalla qualità delle scelte allocative. In un settore ad alta intensità regolamentare e patrimoniale come quello bancario, assicurativo e finanziario, l’innovazione di valore deve quindi essere valutata anche come meccanismo di allocazione efficace ed efficiente del capitale. Ne deriva una riflessione sulle risorse scarse e sulle capacità dinamiche delle istituzioni finanziarie, ossia sulla loro capacità di adattarsi ai cambiamenti, orientando gli investimenti verso le iniziative a maggiore impatto strategico, al fine di rendere sostenibile nel tempo il modello di business.
L’effetto dell’innovazione sulla creazione di valore, infatti, non è automatico: l’innovazione può generare ampi benefici, ma essendo un’attività per sua natura intrinsecamente rischiosa, deve essere governata in modo consapevole. La ricerca del valore, soprattutto se fa leva sull’innovazione trasformativa, deve essere valutata in rapporto al livello di rischio assunto. In questa prospettiva, la resilienza diventa un obiettivo strategico e una condizione essenziale per la creazione di valore nel lungo periodo. Le istituzioni finanziarie devono essere in grado di generare risultati economici solidi entro un perimetro di rischio coerente, rafforzando contestualmente la competitività e la solidità patrimoniale, e contribuendo alla stabilità del sistema finanziario e allo sviluppo economico e sociale. Di qui l’esigenza di mantenere un equilibrio tra innovazione, creazione di valore e appetito al rischio, attraverso adeguati meccanismi di governance. La vera sfida, quindi, non consiste nel limitare l’innovazione, ma nel governarla in modo efficace, preservando fiducia, solidità e sostenibilità nel lungo periodo.
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il superamento di una logica di creazione di valore esclusivamente centrata sull’azionista. Le istituzioni finanziarie sono sempre più chiamate a creare valore secondo una prospettiva stakeholder-oriented - clienti, soci, territori, partner, collaboratori, istituzioni, ecc. - rafforzando la fiducia dei portatori di interesse, la credibilità nei confronti dei regolatori e la stabilità del sistema finanziario. Allora, è necessario comprendere come la sostenibilità possa diventare una leva strategica per orientare l’innovazione e favorire la creazione di valore condiviso attraverso il core business, valorizzando l’ascolto, il dialogo e l’engagement degli stakeholder. In questa logica, la sostenibilità agisce come driver di innovazione quando orienta la value proposition e i modelli di business verso i bisogni e le aspettative degli stakeholder. L’opportunità è quindi trasformare la sostenibilità da requisito di compliance e mero adempimento regolamentare a leva strategica di trasformazione, innovazione e creazione di valore sostenibile.
In conclusione, la sfida per i CFO e per il management nel suo complesso consiste nell’integrare la strategia e la governance dell’innovazione nel più ampio processo di pianificazione strategica, sviluppando metriche adeguate a misurarne risultati, rischi, impatti e allineamento con gli obiettivi di lungo periodo, affinché l’innovazione diventi una leva coerente e strutturale per indirizzare la creazione di valore sostenibile. La sfida per AIFIn, invece, è quella di promuovere e valorizzare le istituzioni finanziarie che si impegnano a sviluppare un’innovazione capace di generare valore sostenibile. Da qui deriva l’importanza di indicatori in grado di collegare la misurazione della creazione di valore nel lungo periodo alla capacità di innovazione. In questo ambito, AIFIn è impegnata nello sviluppo di metodologie, quali il Financial Innovation Maturity Index e il Financial Innovation Maturity Model, finalizzate a offrire un contributo metodologicamente rigoroso alla valutazione della capacità di innovazione delle istituzioni finanziarie, fornendo agli stakeholder elementi informativi rilevanti sulla loro capacità di creare valore sostenibile nel lungo periodo."
"Le leve strategiche della creazione di valore nelle banche" è il titolo del contributo di Luca Bocca - CFO e Alessandro Lolli - Deputy CFO di Intesa Sanpaolo. L’evoluzione del settore finanziario impone alle istituzioni bancarie di coniugare redditività, innovazione e resilienza. Attraverso l’analisi delle principali direttrici dei moderni Piani Industriali, l’articolo evidenzia come tecnologia, dati, Intelligenza Artificiale, gestione del capitale e sviluppo delle competenze rappresentino fattori determinanti per la creazione di valore sostenibile. Una riflessione sulle opportunità e sulle sfide che accompagneranno il futuro delle banche.
"Creazione di valore sostenibile e innovazione nell’era dell’incertezza: la nuova frontiera della pianificazione strategica bancaria" è il titolo del contributo di Daniele Morlini - CFO di Credem. Dalla centralità del ROE alla gestione integrata di capitale, rischi, sostenibilità e tecnologia, l’articolo analizza la trasformazione della pianificazione bancaria in un contesto sempre più volatile. Il ruolo del CFO evolve verso una visione multidimensionale del valore, in stretta connessione con il CRO, mentre modelli organizzativi flessibili, investimenti IT e Intelligenza Artificiale diventano leve decisive per rafforzare resilienza, competitività e capacità di crescita dei gruppi bancari.
"L’innovazione nella relazione con soci e clienti come generatrice di valore" è il titolo del contributo di Alessandro Failoni - Vice Direttore Generale Vicario e CFO del Gruppo Cassa Centrale. Per il Gruppo Cassa Centrale, in quanto Gruppo Bancario Cooperativo, sono necessarie anche metriche non standard per misurare la creazione di valore, incentrate sulla rilevazione dell’impatto socio-economico sui territori di presenza delle Banche affiliate. Queste metodologie orientano il processo di pianificazione strategica e risultano decisive nell’indirizzare gli investimenti trasformativi.
"Creare valore sostenibile nel nuovo scenario assicurativo" è il titolo del contributo di Khalil Tabbi-Anneni - Chief Financial Officer di CNP Assicura. In un mercato assicurativo segnato da volatilità, trasformazione digitale e nuove aspettative degli stakeholder, la creazione di valore richiede modelli più resilienti, sostenibili e orientati al lungo periodo. L’articolo analizza come crescita profittevole, disciplina nell’allocazione del capitale, uso strategico dei dati e innovazione possano rafforzare competitività e solidità del business. In questo scenario, la funzione Finance assume un ruolo chiave: non più solo presidio tecnico e regolamentare, ma piattaforma strategica capace di integrare pianificazione, rischio, capitale e decisioni di business.
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