L’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario: stato dell’arte, sfide ed opportunità
L'innovazione rappresenta oggi una delle principali leve competitive e di creazione di valore per l’industria bancaria, assicurativa e finanziaria. Attraverso le opinioni di manager del settore, l’indagine annuale AIFIn analizza il livello di innovazione e le istituzioni finanziarie - banche, assicurazioni, intermediari finanziari e assicurativi - percepite come più innovative, le priorità strategiche, i punti di forza e le principali criticità che influenzano la capacità di innovazione.
L’indagine, giunta alla sua XXI edizione e parte dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria, è stata condotta su un panel di 120 manager e professionisti dei settori bancario, assicurativo e finanziario, coinvolti nell’edizione 2025 del Workshop AIFIn “Strategie e Innovazioni”. Le valutazioni espresse dai partecipanti si basano non solo sulla loro osservazione e percezione del mercato, ma anche sull’analisi di circa cento visioni e casi di innovazione presentati nel corso dei 15 workshop AIFIn. I casi aziendali hanno riguardato sia le aree di business — bancarie, assicurative e finanziarie — sia le funzioni trasversali, tra cui HR, Organizzazione, Operations e IT, Marketing e Comunicazione, Risk Management, Internal Control e Sostenibilità.
Oltre la metà degli intervistati, pari al 57%, valuta come medio il livello di innovazione espresso complessivamente dal settore. La quota di coloro che formulano un giudizio positivo, collocando l’innovazione su un livello medio-alto pari al 26%, supera quella di chi ritiene invece che il settore presenti un livello medio-basso, pari al 17%. Nel complesso emerge quindi un atteggiamento di moderato ottimismo rispetto alla capacità dell’industria finanziaria di fare leva sull’innovazione per rafforzare la propria competitività e rispondere in modo più efficace ai trend di contesto, alle dinamiche di mercato e alle aspettative degli stakeholder.
Questo risultato rappresenta, al tempo stesso, una sfida e un’opportunità per le Istituzioni Finanziarie che intendono differenziarsi attraverso una maggiore capacità di innovazione. Tuttavia, il 49% degli intervistati ritiene che la propria organizzazione sia in linea con la media del settore sotto questo profilo. Occorre tuttavia considerare la possibile presenza di bias percettivi nell’autovalutazione. Il 33% dei rispondenti giudica la propria Istituzione Finanziaria al di sopra della media del settore per capacità di innovazione, mentre un ulteriore 9% la considera la più innovativa del settore.
La percezione dell’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario italiano risulta fortemente concentrata nei comparti B2C e caratterizzati da una più intensa trasformazione digitale. Il Retail Banking emerge nettamente come il segmento nel quale gli intervistati ritengono più facile individuare istituzioni innovative, con il 74% delle indicazioni. Seguono il Private Banking e la Consulenza Finanziaria e il comparto dei Pagamenti, entrambi indicati dal 51% dei rispondenti. Il settore assicurativo presenta invece una percezione più articolata. Le compagnie Vita raccolgono una quota di indicazioni, pari al 34,3%, mentre le assicurazioni Danni, in particolare nel ramo Auto, risultano meno frequentemente associate a esperienze di innovazione distintiva, con il 22,9% delle citazioni. Complessivamente, sono 103 le Istituzioni Finanziarie indicate come innovative nei diversi segmenti di mercato e inserite nel Financial Innovation Maturity Index AIFIn 2025.
Ogni anno il concetto di innovazione finanziaria viene analizzato anche attraverso le parole chiave che gli intervistati associano maggiormente al tema, così da coglierne l’evoluzione nel tempo in funzione dei trend emergenti, delle priorità strategiche e degli obiettivi del settore. Nell’edizione 2025, l’Intelligenza Artificiale (AI) si conferma la parola chiave più citata. Seguono i termini riconducibili alla Customer Experience e Personalizzazione e all’Automazione ed Efficienza Operativa, due ambiti sempre più strettamente connessi allo sviluppo e all’adozione delle tecnologie di AI. La Digital Transformation, che negli anni precedenti occupava una posizione primaria, si colloca al quarto posto, mentre il tema degli Ecosistemi si posiziona al sesto. La Sostenibilità e ESG, che solo pochi anni fa rappresentavano alcune delle principali direttrici dell’innovazione, scendono invece al decimo posto, evidenziando un cambiamento nelle priorità percepite dal settore.
Un dato particolarmente significativo riguarda il livello di priorità strategica attribuito all’innovazione nella propria Istituzione Finanziaria. Nessun intervistato la considera una priorità bassa o non prioritaria, a conferma del fatto che la trasformazione rappresenta ormai un elemento imprescindibile nelle agende delle Istituzioni Finanziarie. L’80% dei manager colloca infatti l’innovazione tra le principali priorità aziendali: il 45,7% la considera una seconda o terza priorità, mentre il 34,3% la identifica come la prima priorità assoluta.
L’innovazione appare inoltre fortemente top-down: la spinta strategica proviene principalmente dal CEO, dal Consiglio di Amministrazione e dal management di primo livello, mentre tende a ridursi progressivamente man mano che si scende nella gerarchia organizzativa. Questo evidenzia una delle principali sfide che molte Istituzioni Finanziarie dovranno affrontare nei prossimi anni: trasformare l’innovazione da priorità del vertice a patrimonio culturale condiviso dall’intera organizzazione, rafforzando il coinvolgimento del middle management e dei dipendenti. La capacità di diffondere il commitment lungo tutta la struttura aziendale rappresenterà infatti una condizione essenziale per accelerare la trasformazione e rendere l’innovazione realmente sistemica.
Dall’indagine emerge inoltre un interessante scostamento tra ambizione e risultati percepiti. Da un lato, le organizzazioni attribuiscono all’innovazione una priorità molto elevata; dall’altro, il sistema nel suo complesso non viene ancora considerato pienamente innovativo. In altri termini, il settore sembra trovarsi in una fase di transizione, nella quale l’innovazione è ormai riconosciuta come leva strategica condivisa, ma il suo impatto deve ancora esprimersi pienamente a livello competitivo e di sistema. Questa evidenza trova conferma anche nella valutazione della capacità di innovazione delle Istituzioni Finanziarie effettuata sulla base dei dodici elementi del Financial Innovation Maturity Model AIFIn. I risultati mostrano una chiara differenza tra le dimensioni strategiche dell’innovazione, che ottengono valutazioni complessivamente positive, e quelle esecutive, per le quali permangono significativi margini di miglioramento. La stessa lettura è confermata dall’analisi delle principali barriere all’innovazione percepite dagli intervistati. Le criticità sono oggi riconducibili soprattutto a fattori operativi e organizzativi.
Come evidenziato dal Financial Innovation Maturity Index AIFIn, alcune Istituzioni Finanziarie stanno rafforzando la propria capacità complessiva di innovazione. Tale capacità rappresenta un indicatore anticipatore del potenziale di trasformazione dell'organizzazione, della sua competitività, della resilienza del modello di business e della capacità di generare valore sostenibile nel lungo periodo.
Sergio Spaccavento, Presidente AIFIn, ha commentato: “i risultati dell’indagine confermano che l’innovazione è ormai stabilmente al centro delle agende strategiche delle Istituzioni Finanziarie. La vera sfida, oggi, è trasformare l’ambizione, in termini di innovazione, in capacità realizzativa, impatto sul business e valore per clienti, stakeholder e sistema Paese. Nei prossimi anni la competitività del settore dipenderà sempre più dalla capacità di colmare il divario tra strategia ed execution, rafforzando competenze, governance, cultura dell’innovazione e modelli organizzativi in grado di rendere la trasformazione più rapida e diffusa. L’indagine, parte dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria AIFIn, rappresenta un ulteriore stimolo per le Istituzioni Finanziarie a migliorare la loro capacità di innovazione, come leva trasformativa e di creazione di valore sostenibile.”
