Osservatorio Innovazione Finanziaria AIFIn 2026: Sustainability
Dal Workshop AIFIn e dal confronto tra diverse Istituzioni Finanziarie emerge una nuova fase della sostenibilità, sempre più integrata nelle strategie e nei modelli di business. Al centro del dibattito si pongono resilienza e competitività, il supporto alla transizione, la misurazione dell’impatto e la capacità di generare valore condiviso e sostenibile nel tempo.
Sostenibilità e innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario. È stato questo il tema al centro del confronto durante il recente Workshop AIFIn, decimo appuntamento del programma annuale che si svilupperà nel corso del 2026 attraverso quindici incontri monotematici. I Workshop sono parte integrante dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria, promosso da AIFIn e giunto alla sua XXII edizione.
L’incontro, riservato alle Istituzioni Finanziarie aderenti ad AIFIn e all’Osservatorio, è stato moderato da Sergio Spaccavento, Presidente di AIFIn, il quale ha evidenziato come " il confronto quest’anno ha restituito un quadro molto più articolato rispetto alla tradizionale rappresentazione della Sustanability e dell’ESG come insieme di obblighi normativi, policy e attività di reporting. Pur partendo da business model differenti, gli interventi hanno evidenziato una direzione comune: la sostenibilità sta progressivamente diventando una variabile strategica del business. Alle istituzioni finanziarie viene, quindi, richiesto di contribuire concretamente alla transizione dei propri clienti e stakeholder e di essere in grado di misurare il valore e l’impatto generati.
Uno degli spunti più rilevanti riguarda l’evoluzione del significato stesso di sostenibilità. Il tema non è più riconducibile esclusivamente all’adempimento di requisiti ESG. Sostenibilità significa sempre più resilienza, cioè capacità di anticipare i cambiamenti, adattarsi agli shock e preservare la capacità di creare valore nel tempo. In questa prospettiva cambia anche il concetto di competitività. Essere competitivi significa anche essere sostenibili. La sostenibilità diventa così contemporaneamente uno strumento di protezione del valore e una possibile leva di crescita e innovazione. Questo implica anche una maggiore adattabilità delle organizzazioni. Fenomeni, ad esempio, come il cambiamento climatico producono ampi effetti: possono modificare il rischio di credito, i bisogni assicurativi, il valore degli asset, le scelte di investimento e le esigenze dei clienti. Un sistema eccessivamente rigido rischia di produrre conformità formale senza aumentare realmente la capacità dell’organizzazione di comprendere e governare il cambiamento.
Un secondo elemento emerso con forza è che non esiste una sola modalità di integrare la sostenibilità. L’ESG acquista significato strategico quando viene tradotto nella specificità del business model. Nel credito, ad esempio, il tema centrale diventa sempre più l’accompagnamento alla transizione: non limitarsi a distinguere imprese sostenibili e non sostenibili, ma comprendere le traiettorie di miglioramento, valutare i rischi ESG, supportare le imprese attraverso consulenza e collegare il finanziamento a obiettivi verificabili. Nel business assicurativo, la sostenibilità può invece modificare il concetto stesso di protezione e il passaggio da una logica prevalentemente reattiva a una logica anche di prevenzione. Nell’asset management, la sostenibilità tende invece a evolvere da classificazione dei prodotti e applicazione di criteri ESG a elemento strutturale del processo di investimento, dove la sfida è passare dagli obblighi di trasparenza alla misurazione dell’impatto, dimostrando il valore economico della sostenibilità. Anche nella gestione del credito deteriorato, infine, la sostenibilità assume un significato specifico. Gestire responsabilmente il credito significa ricercare, quando possibile, un equilibrio tra efficacia del recupero e sostenibilità della soluzione per famiglie e imprese, fino a favorire percorsi di riequilibrio finanziario, ritorno in bonis e recupero della bancabilità.
Un terzo tema trasversale è rappresentato dall’ascolto degli stakeholder. Dai casi presentati emerge una questione strategica comune: l’ascolto degli stakeholder è finalizzato prevalentemente a rilevarne e rendicontarne le aspettative oppure diventa un input concreto per orientare le decisioni, rivedere le priorità e innovare l’offerta? La risposta sembra emergere dalla progressiva integrazione della sostenibilità nella strategia aziendale. Quando la sostenibilità entra realmente nei processi decisionali e nel modello di business, produce almeno due effetti rilevanti: da un lato, rende necessario definire una strategia di sostenibilità chiara, coerente e pienamente integrata con gli obiettivi aziendali; dall’altro, trasforma la sostenibilità stessa in un driver di innovazione e trasformazione, capace di incidere su prodotti, servizi, processi, modelli operativi e modalità di relazione con clienti e stakeholder. Da questo punto di vista, tuttavia, le Istituzioni Finanziarie non presentano ancora livelli omogenei di maturità. Il grado di rilevanza strategica attribuito alla sostenibilità è leggibile anche attraverso il modello organizzativo adottato: il posizionamento della funzione ESG o Sustainability nell’organigramma, il livello di sponsorship del vertice, l’ampiezza del mandato ricevuto, le responsabilità assegnate, le strutture dedicate e la capacità di incidere concretamente sui processi decisionali e sulle diverse aree di business. In altri termini, la centralità della sostenibilità non si misura soltanto nelle dichiarazioni di principio, ma anche nel modo in cui viene tradotta in governance, responsabilità organizzative e capacità effettiva di orientare le scelte aziendali.
Se la sostenibilità entra nel business, aumenta inevitabilmente la necessità di misurarla. Questo è probabilmente uno dei temi più trasversali emersi dal workshop. Dati ESG, KPI, rating, reporting e sistemi di monitoraggio non rappresentano più soltanto l’infrastruttura necessaria per soddisfare obblighi normativi. Diventano strumenti attraverso i quali prendere decisioni, valutare clienti e portafogli, progettare prodotti, definire incentivi e dimostrare risultati. La difficoltà è tuttavia passare dalla disponibilità dei dati alla loro effettiva capacità di rappresentare il cambiamento. Da qui emerge una delle priorità future più importanti: identificare KPI realmente adatti al business e all’obiettivo da misurare. Il workshop ha evidenziato anche una seconda faccia della misurazione: la necessità di trasparenza, comparabilità e soprattutto realismo. La credibilità ESG dipenderà sempre di più dalla capacità di spiegare non soltanto cosa si vuole fare, ma cosa è stato effettivamente realizzato, con quali risultati e attraverso quali metriche.
La sintesi del workshop suggerisce un’evoluzione precisa. La prossima fase non sarà probabilmente caratterizzata da una diminuzione dell’importanza della sostenibilità, ma da una maggiore richiesta di concretezza. La sustainability sta passando da una fase centrata prevalentemente sulla definizione degli impegni a una fase nella quale sarà necessario dimostrare la capacità di generare valore condiviso nel tempo."
Giovanna Zacchi, Responsabile Servizio ESG Strategy di BPER Banca, ha aperto l’incontro con un intervento intitolato “Dalla strategia di sostenibilità alla valutazione dell’impatto” spiegando come “in un'epoca segnata da policrisi, cambiamento climatico e trasformazione tecnologica, la creazione di valore non può più essere disgiunta dalla sostenibilità. La convergenza tra gestione evoluta dei rischi ESG, innovazione e dialogo con gli stakeholder rappresenta la chiave per rafforzare resilienza e competitività. Le organizzazioni che sapranno interpretare per prime questi cambiamenti saranno quelle più capaci di generare valore duraturo per azionisti, stakeholder e comunità.”
Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti Istituzionali del Gruppo Cassa Centrale, è intervenuta sul tema “Dalla strategia alle azioni di sostenibilità: lo stakeholder engagement e lo sviluppo di buone pratiche ESG” sottolineando come “la capacità di ascolto e di dialogo con i nostri stakeholder, attraverso forme più o meno strutturate, orienta nel continuo il nostro modo di fare banca e, di conseguenza, anche il nostro approccio alla sostenibilità. È un approccio coerente con l’articolazione stessa del Gruppo, che coniuga una visione strategica comune con l’autonomia e la capacità delle singole Banche di interpretare i bisogni dei propri territori.”
Carla Bellavita, Direttrice Risorse Umane, Comunicazione e Sostenibilità di Groupama Assicurazioni, ha trattato il tema di “Assicurazioni e sostenibilità: Prevenzione, Protezione e Prossimità” evidenziando come "prevenzione, protezione e prossimità sono le leve su cui possiamo agire il nostro ruolo sociale, integrando tutela ambientale, inclusione sociale e vicinanza ai territori nell'affrontare le transizioni climatiche, demografiche e socioeconomiche, con impegni concreti per la decarbonizzazione, il welfare e l'educazione al rischio."
Francesco Pirovano, Head of ESG Banking Initiatives di Intesa Sanpaolo, ha portato un contributo intitolato “La Sostenibilità come leva di creazione di valore nella strategia di Intesa Sanpaolo” nel quale ha descritto come “in Intesa Sanpaolo, l’approccio alla sostenibilità si è progressivamente consolidato, assumendo un ruolo sempre più strategico anche in termini di competitività. La sostenibilità rappresenta infatti un importante driver di innovazione e una fonte di nuove opportunità per la creazione di valore a beneficio di famiglie, imprese e comunità. Questo impegno trova ulteriore conferma nel Piano di Impresa 2026–2029, che mira a consolidare la leadership del Gruppo in termini di impatto sociale, a sostenere la clientela nel percorso di transizione verso modelli più sostenibili e a proseguire nel percorso di decarbonizzazione, nel rispetto degli impegni assunti.”
Oriana Bastianelli, Head of Analysts and ESG di Kairos Partners Sgr e Anna Iantosca, Senior ESG Analyst di Anima Sgr, sono intervenute sul tema “La sostenibilità nell’Asset Management tra evoluzione normativa e di offerta”. Anna Iantosca ha illustrato come “il settore finanziario è oggi chiamato a sostenere la transizione verso un paradigma socioeconomico sostenibile, capace di garantire prosperità e benessere alle generazioni future. L’integrazione della sostenibilità nelle scelte di investimento permette di guidare i capitali verso le società impegnate in un percorso di transizione. Il risparmio gestito diventa uno strumento in grado di generare contemporaneamente valore economico per gli investitori e valore collettivo per il sistema economico nel suo complesso“. Oriana Bastianelli ha spiegato come “la creazione di valore non dipenderà solo dalla selezione degli investimenti: l’engagement con le società assumerà un ruolo fondamentale, guidato da una particolare attenzione alla governance. Buone pratiche di G sono attivazione ed accelerazione di buone pratiche in ambito E e S”.
Laura Spotorno, Head of Stakeholders Engagement and Sustainability di AMCO, ha chiuso il workshop relazionando sul tema "La strategia ESG di AMCO" sottolineando come “per AMCO la produzione di valore è un obiettivo strategico oltre che un impegno concreto nell'ambito della sostenibilità. Operiamo per facilitare il riequilibrio finanziario di famiglie e imprese, adottando una gestione responsabile del credito e un dialogo costruttivo con il cliente debitore. La nostra strategia ESG integra sostenibilità, governance e business, con l'obiettivo di creare valore per tutti gli stakeholder nel medio-lungo periodo.”
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