Istituzioni Finanziarie Innovative nella visione di AIFIn
Intervista a Sergio Spaccavento - Presidente AIFIn
L’Osservatorio AIFIn “Innovazione Finanziaria” è giunto nel 2026 alla XXII edizione e, come ogni anno, lei richiama l’attenzione sul ruolo strategico dell’innovazione come leva di trasformazione per il settore bancario, assicurativo e finanziario. Quali sono gli obiettivi che AIFIn e l’Osservatorio si propongono di perseguire?
L’Osservatorio Innovazione Finanziaria, promosso da AIFIn in qualità di Think Tank indipendente, sin dalla sua costituzione analizza come le istituzioni finanziarie utilizzano l’innovazione quale leva trasformativa e il contributo fondamentale di questi attori all’evoluzione del sistema finanziario.
Attraverso la raccolta e la condivisione di visioni, strategie e case history, raccontiamo e interpretiamo le tendenze e i cambiamenti in atto nell’industria finanziaria. Offriamo una visione integrata dell’innovazione nei settori bancario, assicurativo e finanziario, mettendo in evidenza convergenze e specificità dei singoli comparti, e adottiamo una prospettiva olistica sull’intera organizzazione: le 15 aree di osservazione coinvolgono nei nostri workshop tutte le funzioni aziendali. Questo consente anche di leggere le principali tensioni tipiche dell’innovazione e della trasformazione all'interno delle organizzazioni, come il bilanciamento tra rapidità e compliance, tra sperimentazione e resilienza operativa, ecc., e al tempo stesso interpretare le soluzioni operative adottate.
Ogni anno ci poniamo alcune domande chiave: che cos’è oggi l’innovazione nel settore? Come le istituzioni finanziarie reagiscono ai cambiamenti di contesto e di mercato? Quale valore genera l’innovazione in questa industria e quali best practice emergono?
Per “valore” dell'innovazione intendiamo sia una dimensione pragmatica e misurabile, espressa attraverso KPI appropriati (ad esempio ricavi da nuovi prodotti, indicatori di efficienza apportata da nuovi progetti, ecc.), sia una dimensione strategica, legata alla trasformazione del modello di business e al rafforzamento del vantaggio competitivo, e sia una dimensione sostenibile, connessa all’integrazione degli obiettivi ESG all'innovazione.
Quando parliamo di innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario, non ci riferiamo esclusivamente alla tecnologia. Pur riconoscendone il ruolo di abilitatore fondamentale per il settore, riteniamo necessario superare un approccio riduttivo che identifichi l’innovazione solo con la tecnologia: l’innovazione assume forme diverse per tipologia, grado di novità e impatto. La tecnologia resta un mezzo non il fine e può creare o meno valore.
Nel suo insieme, il portafoglio dei progetti “innovativi” analizzati dall’Osservatorio AIFIn può essere considerato una buona "proxy" della trasformazione in corso nel settore. Ogni anno analizziamo e discutiamo circa 200 casi di innovazione e/o best practice, provenienti dalle istituzioni finanziarie, aderenti e non, ad AIFIn che rispondono alle nostre call. La discussione dei casi, in particolare nei nostri Workshop prevede una riflessione strutturata sui successi, sulle criticità e sulle sfide affrontate, con l’obiettivo di condividere anche le lesson learned e fattori critici operativi. Prestiamo attenzione non solo ai driver interni ed esterni che attivano l’innovazione — spesso simili tra le Istituzioni Finanziarie — ma soprattutto alle differenze nella loro lettura e visione strategica e, ancora di più, nella capacità di trasformarle in un'execution efficace.
Accanto all’analisi dei casi di innovazione, raccogliamo attraverso ricerche la voce e la visione dei principali stakeholder (clienti, consulenti, dipendenti, ecc.) per mettere in evidenza eventuali gap tra ciò che il settore realizza in termini di innovazione e ciò che il mercato realmente percepisce.
Partecipare all’Osservatorio AIFIn offre alle Istituzioni Finanziarie uno stimolo costante a mantenere alta l’attenzione di organizzazioni, manager e professionisti sull’innovazione, a confrontarsi con le best practice e a riconoscere chi contribuisce, attraverso l'innovazione, in modo concreto alla trasformazione del settore.
Ma cosa intende AIFIn per “Istituzione Finanziaria Innovativa”?
Per AIFIn, un’istituzione finanziaria innovativa è un’organizzazione capace di orientarsi al cambiamento e di evolvere costantemente in un contesto dinamico e in rapida trasformazione. Non è semplicemente chi lancia nuove iniziative o comunica progetti innovativi, ma chi integra l’innovazione nella strategia per garantire la sostenibilità del modello di business nel lungo periodo e la creazione di valore condiviso.
Un’istituzione finanziaria è innovativa quando sa leggere e anticipare cambiamenti rapidi e incerti, trasformandoli in opportunità competitive e in leve di resilienza. Questo richiede capacità di intercettare stimoli interni ed esterni, convogliarli con metodo e coinvolgere l’intera organizzazione.
Un’istituzione finanziaria è realmente innovativa quando considera l’innovazione un processo continuo e strutturato a supporto della trasformazione, evitando iniziative episodiche o sperimentazioni isolate. Essere innovativi richiede un chiaro commitment strategico, una governance dedicata, risorse adeguate, solide capacità di execution e competenze distintive, perché l’innovazione non si improvvisa: è soprattutto metodo, disciplina e coerenza nel tempo.
Inoltre, l’innovazione deve assicurare competitività e creazione di valore nel lungo periodo, garantendo la sostenibilità dei modelli di business e generando benefici condivisi per azionisti, clienti, imprese e per l’intero sistema socio-economico. Poiché banche, assicurazioni ed intermediari finanziari svolgono un ruolo cruciale per lo sviluppo economico, la fiducia nei mercati e la stabilità del sistema, l’innovazione va valutata anche nella compatibilità con requisiti di stabilità, tutela del cliente e presidio dei rischi: non basta “fare cose nuove”, serve farle in modo responsabile e conforme.
Per AIFIn, quindi, il concetto di Istituzione Finanziaria Innovativa non rappresenta solo una fotografia statica dei risultati conseguiti, in termini di innovazione, in un determinato periodo di riferimento, bensì una capability strategica e organizzativa distintiva e dinamica: un impegno strutturale e continuativo verso l’eccellenza nella gestione dell'innovazione come leva trasformativa a supporto dell’evoluzione sostenibile del modello di business e della generazione di valore solido e duraturo per tutti gli stakeholder nel lungo periodo.
Per definire in modo più preciso cosa significhi essere una “Istituzione Finanziaria Innovativa”, e non solo per fare cultura ma anche per offrire uno stimolo concreto al settore, AIFIn mette anche a disposizione degli aderenti un modello strutturato (Financial Innovation Maturity Model ©), basato su 12 elementi, che aiuta a valutare la propria maturità nell’innovazione, orientare un miglioramento continuo e comunicare in modo più efficace e credibile con gli stakeholder, riducendo il rischio di autoreferenzialità.
Le Istituzioni Finanziarie che aderiscono ad AIFIn, partecipando all’Osservatorio e al confronto, mostrano di per sé una forte sensibilità e un chiaro orientamento all’innovazione e al coinvolgimento dell’organizzazione, aspetti valorizzati nel nostro modello. Ciò non implica ovviamente che gli operatori del settore non aderenti non siano innovativi, ma riteniamo che la partecipazione attiva e il confronto sulle best practice innovative costituiscano un indicatore rilevante per il settore e per gli stakeholder.
Perché gli stakeholder dovrebbero essere interessati a valutare la capacità di innovazione delle istituzioni finanziarie?
In un contesto economico, tecnologico e normativo in rapida evoluzione, l’innovazione è un indicatore anticipatore di competitività, capacità di creare valore e resilienza.
Per azionisti e investitori, rappresenta un indicatore avanzato di sostenibilità economico-finanziaria, della capacità di creare valore non solo nel presente ma anche nel lungo periodo, di garantire la sostenibilità del modello di business a condizione che sia chiaramente integrato nella pianificazione strategica e rendicontato in modo misurabile nel tempo.
Per i clienti, l’innovazione rappresenta una garanzia della capacità dell’istituzione finanziaria di rispondere all’evoluzione dei bisogni e delle aspettative, offrendo servizi accessibili e affidabili, in linea con gli standard dei settori più innovativi, e di semplificare i processi, aumentare trasparenza e personalizzazione. Tutto ciò si traduce in risultati misurabili: maggiore acquisition e retention, riduzione dei reclami e una più elevata soddisfazione dell’esperienza omnicanale.
Per le autorità di vigilanza, la capacità di innovazione è un indicatore della resilienza dell’istituzione finanziaria e, più in generale, della stabilità del sistema, utile a una vigilanza preventiva e forward-looking.
Per i dipendenti, riflette la qualità dell’organizzazione e delle prospettive professionali, con effetti su competenze, engagement, attrazione e retention dei talenti e sullo sviluppo di una cultura dell’innovazione.
Per partner ed ecosistemi, rappresenta una condizione di affidabilità e apertura alla collaborazione, favorendo sperimentazione, partnership e co-creazione.
Per il sistema finanziario nel suo complesso è essenziale avere istituzioni finanziarie innovative, in grado di favorirne lo sviluppo e di sostenere in modo adeguato il sistema economico e sociale.
Come valutate le Istituzioni Finanziarie Innovative e cosa è l’accreditamento come Istituzione Finanziaria Innovativa?
Molte istituzioni finanziarie si definiscono innovative: è un segnale positivo, ma riteniamo necessario evitare che l’innovazione diventi autoreferenziale o si riduca solo ad una attività di marketing.
Nel nostro ruolo di Think Tank serio, specializzato e indipendente sull’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario, abbiamo segnalato alle Istituzioni Finanziarie aderenti ad AIFIn il potenziale rischio di “innovation washing”, con possibili impatti reputazionali e una perdita di credibilità nel medio-lungo periodo.
La nostra valutazione di “Istituzioni Finanziarie Innovative” si basa principalmente su due dimensioni.
La prima dimensione riguarda l’analisi delle progettualità innovative realizzate: la partecipazione ai quindici workshop del programma “Strategie e Innovazioni”, su base volontaria e in risposta a specifiche Call, permette di presentare e discutere best practice e di ricevere una valutazione qualificata da manager e professionisti del settore. A fine anno, inoltre, raccogliamo ulteriori progettualità attraverso le candidature al Premio AIFIn “Innovazione Finanziaria”, valutate da una giuria indipendente di docenti universitari, e i progetti premiati vengono invitati ad essere approfonditi nei workshop, beneficiando così di una doppia valutazione. Questa dimensione misura l’output del processo di innovazione e la capacità attuale dell’Istituzione Finanziaria di sviluppare e realizzare l’innovazione. La combinazione tra numero di progetti condivisi e valutazioni dei manager e/o della giuria accademica offre una prima indicazione su quali Istituzioni Finanziarie stanno innovando, in quali ambiti e con quale rilevanza, considerando non solo l’originalità ma anche la capacità di execution e l’impatto trasformativo, aspetti che valorizzeremo ulteriormente nell’edizione di quest’anno.
La seconda dimensione, introdotta di recente, valuta la maturità dell’Istituzione Finanziaria nella gestione dell’innovazione sotto i profili strategico, organizzativo e comunicativo. Si tratta di una dimensione “riservata” e interna ad ogni Istituzione Finanziaria aderente AIFIn pensata per stimolare un miglioramento delle capacità di innovazione. Proponiamo infatti un innovation assessment volontario, basato su un modello proprietario articolato in dodici dimensioni (Financial Innovation Maturity Model ©)— dalla lettura del contesto alla strategia, dalla governance all’execution, fino alla sostenibilità e alla comunicazione — strutturato come una valutazione comparativa e dinamica: con l’aumento delle istituzioni finanziarie partecipanti e l’evoluzione del settore, la soglia di maturità tenderà a crescere, favorendo un miglioramento continuo. Le istituzioni finanziarie che partecipano all’Innovation Assessment ricevono un riscontro “riservato” rispetto al modello e all’Istituzione Finanziaria benchmark migliorando il proprio posizionamento nell’indicatore AIFIn (Financial Innovation Maturity Index ©).
Infine, ogni anno, attraverso una survey che coinvolge un Expert Panel di manager e professional del settore, rileviamo quali Istituzioni Finanziarie vengono percepite come più innovative nei diversi comparti di business (retail banking, assicurazioni vita e danni, asset management, pagamenti, credito al consumo, corporate & investment banking, ecc.). Questo indicatore ci permette di misurare la brand innovation e la capacità delle istituzioni finanziarie di comunicare efficacemente l’innovazione.
Le Istituzioni Finanziarie che invece scelgono volontariamente di richiedere l’accreditamento AIFIn, disponendo dei requisiti su entrambe le dimensioni, si impegnano in un percorso di eccellenza e miglioramento continuo nell’innovazione e, al tempo stesso, come tutte le certificazioni, possono valorizzare la stessa nelle proprie attività di comunicazione. AIFIn rende le certificazioni pubbliche e trasparenti, pubblicandole sul proprio sito web, così da offrirne visibilità e beneficio anche agli stakeholder.
Riteniamo che questa metodologia, seria e adeguatamente strutturata, possa da un lato stimolare le Istituzioni Finanziarie a rafforzare la propria capacità di innovazione e, dall’altro, promuovere una corretta cultura dell’innovazione e una guida per il mercato.
Quali sono stati i principali temi emersi nell’Osservatorio Innovazione Finanziaria 2025 e quali le novità del 2026?
Presenteremo un primo “bilancio” dei risultati dell’Osservatorio Innovazione Finanziaria 2025 nel Convegno Annuale AIFIn del prossimo 10 marzo, che rappresenta sia l’evento di chiusura dell’edizione appena conclusa, sia l’avvio del nuovo programma. Presenteremo, inoltre, in occasione dell'annuale Executive Meeting con l'Advisory Board AIFIn, l’ Yearbook 2025, con sintesi strutturata delle attività svolte e delle evidenze emerse dall'Osservatorio AIFIn e il relativo Manifesto, un approfindimento annuale che nel 2025 è stato focalizzato sul tema "Human Centricity nell’era della digitalizzazione e dell’Intelligenza Artificiale”
Nel 2025, come anticipato, abbiamo raccolto e analizzato quasi 200 casi di innovazione ma soprattutto coinvolto oltre 900 manager e professional del settore in una riflessione condivisa sull’innovazione e sulla trasformazione del settore.
Il tema maggiormente attenzionato è stato naturalmente l’Intelligenza Artificiale, con numerosi casi d’uso analizzati in vari ambiti. Sono però emersi anche molti altri temi rilevanti e specifici legati all’innovazione nei diversi comparti di business (come la finanza per le imprese, la longevità nel settore assicurativo, stablecoin, ecc.) e all’evoluzione normativa e regolamentare (ad esempio Digital Euro, DORA, EUDI Wallet, ecc.). Sul tema dell'Intelligenza Artificiale, AIFIn ha già pubblicato nel 2024 un position paper dedicato (Manifesto). Nel 2025 ci siamo invece concentrati su un tema per noi strategico per i prossimi anni: il rapporto tra il ruolo trasformativo dell’AI e la visione strategica sulla “Human centricity”.
Tra le novità del 2026 abbiamo lanciato nuovi “verticali” dell'Osservatorio Innovazione Finanziaria dedicati ad ambiti specifici—come Customer Centricity, distribuzione assicurativa, imprese e finanza per lo sviluppo, e Fintech—attraverso i quali coinvolgiamo stakeholder specializzati. Inoltre, abbiamo avviato gli Osservatori Tematici Co-Branded con singole Istituzioni Finanziarie aderenti ad AIFIn per approfondire temi strategici e rilevanti per il mercato, con l’obiettivo non solo di sviluppare una attività di ricerca a supporto dell'innovazione della value proposition, ma anche di promuovere l’educazione finanziaria e la diffusione della cultura dell’innovazione. Il primo del 2026 è l’Osservatorio “Longevity Innovation”, realizzato in collaborazione con CNP Assicura e dedicato al tema della longevità.
Come vede la leadership dei CEO delle Istituzioni Finanziarie sul tema dell’innovazione?
Ogni anno AIFIn realizza una campagna di sensibilizzazione rivolta al top management, sull’importanza e sul ruolo dell’innovazione nel settore bancario, assicurativo e finanziario.
I CEO non possono sottrarsi alla sfida della trasformazione e dell’innovazione, poiché da essa dipendono la sostenibilità del modello di business e la capacità di generare valore nel tempo. Non tutti i CEO del settore, tuttavia, esercitano una piena leadership dell’innovazione, e questa eterogeneità emerge chiaramente osservando come le organizzazioni interpretano e guidano i propri percorsi di trasformazione.
Riteniamo che, in un contesto sempre più complesso e competitivo, l’innovazione non sia semplicemente un’opzione ma debba diventare una priorità strategica. Il tema non è però “dichiararla” tale, bensì renderla governabile e tradurla in capacità organizzative e in una cultura realmente diffusa.
Siamo consapevoli, come emerge dalla nostra survey annuale, che non è sempre semplice coinvolgere e motivare tutta l'organizzazione sull’innovazione, perché spesso emergono resistenze interne al cambiamento. Inoltre, l’innovazione non può essere imposta dall’alto né solo delegata a strutture specialistiche: richiede il coinvolgimento attivo di tutte le persone e una responsabilità diffusa. Per questo è essenziale costruire una solida cultura dell’innovazione, senza la quale anche le strategie migliori rischiano di non generare risultati concreti. Riteniamo pertanto fondamentale, come elemento di base, il commitment del top management nei confronti dell’innovazione.
Dall’altra parte osserviamo che alcuni CEO tendono a identificare l’innovazione esclusivamente con la tecnologia. È una visione poco strategica, che riduce il valore dell’innovazione. Non è solo un tema di adozione della tecnologia ma di impatto trasformativo e di creazione di valore. Per questo, con l’obiettivo di sviluppare un’adeguata cultura dell’innovazione, riteniamo fondamentale sensibilizzare e coinvolgere attivamente il top management e i Consigli di Amministrazione.
Quali sono, secondo voi, le fasi più critiche per una Istituzione Finanziaria nel mantenere alta la priorità dell’innovazione? Inoltre, in un contesto segnato da operazioni di M&A e da una crescente concentrazione del mercato, quali opportunità e quali rischi intravedete per la capacità di innovazione delle Istituzioni Finanziarie, sia di grandi che di piccole dimensioni?
La priorità strategica attribuita all’innovazione nelle Istituzioni Finanziarie non è sempre costante nel tempo. Nella nostra esperienza ventennale di Osservatorio sull’innovazione finanziaria abbiamo infatti riscontrato periodi in cui l’innovazione viene di fatto relegata a un ruolo secondario.
In alcuni casi ciò coincide con cambi di management e nuovi indirizzi strategici, spesso focalizzati più sul recupero di efficienza che sullo sviluppo. Il rischio principale in queste fasi è non offrire all’organizzazione — e, più in generale, al mercato — una chiara visione di lungo periodo e una strategia credibile di crescita. Tra gli effetti più immediati osserviamo la perdita di persone e competenze chiave. Tra quelli di lungo periodo, un potenziale rischio strategico.
Dall’altro lato, le attuali buone performance economico-finanziarie che le Istituzioni Finanziarie stanno registrando rappresentano una finestra di opportunità strategica da non disperdere. I momenti di maggiore redditività permettono infatti di rafforzare gli investimenti in innovazione, tecnologia, competenze e trasformazione organizzativa senza pressioni emergenziali sui costi, costruendo basi più solide per la resilienza futura. Investire quando i risultati sono positivi consente un approccio orientato alla ricerca di vantaggi competitivi sostenibili, anziché a interventi difensivi. Le istituzioni che sfruttano questa fase per innovare saranno meglio posizionate quando il ciclo diventerà meno favorevole. In questo senso, la qualità dell’innovazione si misura anche nella capacità del CEO di allocare risorse con lungimiranza, preparando l’organizzazione a contesti più complessi e preservando nel tempo solidità, competitività e fiducia.
Relativamente alla fase attuale di M&A, siamo consapevoli che la crescita dimensionale rappresenti un obiettivo strategico rilevante, grazie ai benefici attesi in termini di efficienza, capacità di sviluppo per linee esterne e maggiore forza di investimento. Al tempo stesso conosciamo le complessità e le possibili diseconomie organizzative che possono emergere nelle Istituzioni Finanziarie di maggiori dimensioni. Per questo suggeriamo alle realtà coinvolte in operazioni straordinarie di “proteggere” la propria capacità di innovazione attraverso scelte organizzative e operative mirate. Proteggerla può significare, ad esempio, mantenere budget dedicati, preservare team e competenze, attivare iniziative di open innovation o joint venture e adottare assetti di governance che consentano di continuare a innovare anche durante i processi di integrazione.
Relativamente al consolidamento del settore, la concorrenza rappresenta uno stimolo essenziale all’innovazione e auspichiamo che policy maker e regolatori forniscano linee guida capaci di preservare un’adeguata biodiversità del mercato, che possa garantire “spazio” anche ai piccoli e nuovi operatori.
Nelle Istituzioni Finanziarie di dimensioni minori si osserva spesso una minore attenzione strategica all’innovazione, talvolta giustificata dal management con risorse limitate e capacità di investimento ridotte. A queste realtà ricordiamo i rischi strategici legati al ritardare la trasformazione e le diverse opzioni disponibili, come l’open innovation, forme di co-opetition con operatori affini, percorsi di specializzazione o altre soluzioni collaborative orientate a rafforzare la competitività. Il management di queste realtà più piccole deve comunque sviluppare una chiara visione strategica sulla sostenibilità del proprio modello di business e impegnarsi concretamente per realizzarla. L'innovazione resta, quindi, una importante leva trasformativa anche per le Istituzioni Finanziarie minori.
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